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Wrappen in informatica è il software che incapsula (avvolge).

Wrapper: il mago del software che avvolge e semplifica. Avete mai sentito parlare di un "wrapper" in informatica? No, non sti...

Wrapper: il mago del software che avvolge e semplifica.

Avete mai sentito parlare di un "wrapper" in informatica? No, non stiamo parlando di un rapper con la W, né di una golosa barretta di cioccolato avvolta nella carta argentata. In gergo tecnico, il wrapper è un componente software che ha una missione ben precisa: avvolgere, incapsulare, proteggere e soprattutto semplificare la vita agli sviluppatori!

Ma come funziona questa magia digitale? Pensate a un interprete simultaneo in una conferenza internazionale. Il pubblico parla una lingua, il relatore un’altra, e l’interprete (il nostro wrapper) si occupa di tradurre tutto in tempo reale, rendendo la comunicazione fluida e senza intoppi. In pratica, un wrapper prende una libreria, un'API o una funzione complessa e la “riconfeziona” con un’interfaccia più semplice e comprensibile.

L’etimologia: un viaggio nel tempo tra avvolgimenti e torsioni.

Ora, perché si chiama proprio wrapper? Il termine arriva dall'inglese to wrap, che significa “avvolgere, incartare”. Aggiungiamo il suffisso -er, che indica colui che compie l’azione, e voilà: ecco il nostro "avvolgitore" ufficiale del mondo digitale.

Ma la storia non finisce qui. Il verbo wrap ha radici profonde nel medio inglese (wrappen), che a sua volta pesca dal medio olandese (wrappen) e dal norreno (vrapa), entrambi con il senso di “girare, avvolgere, avviluppare”. Insomma, questo concetto di avvolgimento sembra proprio un’ossessione linguistica che attraversa i secoli!

Se scaviamo ancora più a fondo, troviamo la radice proto-germanica wrappaną, sempre con il significato di “girare, avvolgere, piegare”. 

E se andiamo ancora più indietro, raggiungiamo la radice indoeuropea wer-, che esprime l’idea di “girare, torcere”. 

Curiosamente, da questa stessa radice derivano parole come il latino vertere (volgere, girare) e il greco ῥέπω (rhépo, inclinarsi, piegarsi). Insomma, è un mondo che gira attorno alle parole... letteralmente.

Un nome perfetto per un compito essenziale.

Il wrapper informatico porta nel nome la sua funzione: avvolgere qualcosa di complesso e trasformarlo in qualcosa di più gestibile. Proprio come il guscio di una caramella o il pacchetto regalo che rende tutto più bello e invitante, anche il wrapper software è qui per semplificare la vita agli sviluppatori, proteggendo le funzioni più complicate e servendole su un vassoio d’argento.

Dunque, la prossima volta che sentirete parlare di un wrapper, saprete che dietro a questo termine c’è una lunga storia di torsioni linguistiche... e una grande dose di praticità informatica.

Possibili alternative italiane?

Non esiste una parola italiana che traduca wrapper in modo perfetto e universale, ma ci sono alcuni termini che possono rendere bene l'idea a seconda del contesto.
  1. Incapsulare o Incapsulamento?
    Ni, perché incapsulamento è spesso un concetto più strutturale, legato all’organizzazione interna del codice (come nelle classi e negli oggetti) wrapper, invece, è un componente che funge da intermediario, adattando o semplificando l’uso di qualcos’altro. Insomma, possiamo dire che un wrapper incapsula... ma non sempre un’incapsulazione è un wrapper.
  2. Involucro?
    Se pensiamo al significato letterale di wrap (avvolgere), involucro potrebbe essere una buona opzione. Tuttavia, in informatica suona un po' strano.
  3. Interfaccia di adattamento?
    In alcuni contesti tecnici, il wrapper serve per adattare un'API o una libreria a un nuovo utilizzo. In questo caso, il termine interfaccia di adattamento potrebbe essere una spiegazione più precisa, anche se meno immediata.
  4. Contenitore?
    Se il concetto di incapsulamento è centrale, allora contenitore potrebbe essere un’alternativa, anche se è più generico.
  5. Strato di astrazione?
    Questa è una definizione più tecnica che spiega bene l'idea dietro un wrapper, soprattutto quando il suo scopo è semplificare l’accesso a funzioni complesse.
  6. Intermediario?
    Anche questo rende bene l’idea, perché il wrapper si mette in mezzo tra chi usa una funzione e la funzione stessa, semplificandone l’uso.

In definitiva purtroppo, nessuna di queste alternative è davvero efficace come wrapper, motivo per cui il termine inglese è ormai entrato nel linguaggio tecnico italiano senza traduzione. Se proprio dovessimo scegliere, potremmo dire involucro software o strato di astrazione, ma in ambito informatico nessuno li usa davvero. Meglio restare su wrapper e spiegare cosa significa. 


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