Immaginiamo di salire a bordo di una macchina del tempo linguistica, pronta a sfrecciare avanti e indietro nei secoli, inseguendo le tracce ...
Immaginiamo di salire a bordo di una macchina del tempo linguistica, pronta a sfrecciare avanti e indietro nei secoli, inseguendo le tracce della parola "captivates" fino ad arrivare a "capire".
Allacciate le cinture, il viaggio comincia!
La parola inglese "captivates" è figlia del verbo "captivate", che a sua volta ha radici ben piantate nel latino. Il nostro primo scalo temporale ci porta dritti nell'antica Roma, dove i latini utilizzavano "captivare" con il significato di "prendere prigioniero" o "catturare". E non è finita qui: "captivare" deriva da "captivus", ovvero "prigioniero", che a sua volta ha origini nel verbo "capere", cioè "prendere" o "afferrare".
Ma ecco che accade qualcosa di curioso: mentre nel latino classico "captivare" aveva un senso piuttosto concreto (catturare un nemico, per esempio), in inglese il termine si è trasformato, lasciandosi alle spalle catene e prigionieri per abbracciare un significato più affascinante. Oggi, infatti, dire che qualcosa "captivates" significa che esercita un forte fascino, che attira l'attenzione in modo irresistibile. Insomma, invece di prendere con la forza, la parola ha imparato a conquistare con il carisma.
Ora torniamo alla nostra macchina del tempo e impostiamo la destinazione su un'epoca ancora più remota. Siamo arrivati all'origine di tutto: il verbo latino "capere". Un verbo semplice ma potentissimo, che significa "prendere", "afferrare", "acchiappare" (e, diciamolo, sembra proprio il capostipite di un'intera dinastia di parole avvincenti!).
Da qui si diramano due sentieri linguistici affascinanti: uno porta a "captivate" e l'altro al nostro amatissimo verbo "capire". Perché sì, quando comprendiamo qualcosa, in un certo senso la "prendiamo" con la mente, la afferriamo, la facciamo nostra. Non più un'azione fisica, come afferrare un oggetto, ma un atto intellettuale: assimilare un concetto.
Ed eccoci tornati al presente, dopo un viaggio che ci ha mostrato come una parola possa cambiare completamente il suo significato nel corso dei secoli. Da un lato, "captivates" ha smesso di essere una semplice cattura per diventare un’arte sottile di seduzione e fascino. Dall’altro, "capire" ha trasformato il gesto fisico di "prendere" in uno mentale, permettendoci di afferrare idee e pensieri.
Quindi, la prossima volta che qualcosa vi "captivates", fermatevi un attimo a pensarci: in fondo, state pur sempre "prendendo" qualcosa… magari un’idea, un’emozione o, chissà , un pizzico di storia della lingua!
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